Bestiario Etrusco - Etruscan Corner

Bestiario Etrusco

Del mondo antico ci giungono soprattutto rappresentazioni di bellezza e armonia. Un’immagine stereotipata che nasce dall’idealizzazione che nei secoli ci è stata tramandata.
Al concetto di bello, nel mondo classico, si abbina sempre il concetto di buono. Quindi gli esseri che non rispettavano i canoni di armonia e bellezza universalmente riconosciute diventano la rappresentazione di tutto quello che è oscuro, misterioso, cattivo. Ma questa è sempre la lettura che diamo noi che siamo figli della cultura occidentale classica, derivante da quella greca.

Del mondo etrusco sappiamo che numerose erano le figure mostruose presenti negli affreschi all’interno delle tombe. Dèi degli inferi, guardiani del mondo sotterraneo, accompagnatori di defunti: soggetti questi rappresentati sempre in forma di esseri o animali che poco hanno a che fare con il mondo reale.
Ma le creature ritenute mostruose nate dall’unione di esseri diversi, uomo compreso, sono in alcuni casi creature amabili, guardiani e protettori.
Tra le rappresentazioni di esseri immaginari incontriamo spesso la figura della Sfinge alata, posta a guardia delle tombe nelle Necropoli etrusche.

La Sfinge, di origine egizia,è un ibrido con il corpo di leone, le ali dell’aquila, il volto di donna. Il leone è, nella mitologia, l’animale posto a guardia dei luoghi sacri e custode dell’oltretomba. Non si conosce l’origine di questa antichissima credenza ma la troviamo anche in altre culture, sia occidentali che orientali. Le ali rappresentano il cielo da cui la creatura è scesa sulla terra per civilizzare, punire e proteggere gli uomini. Il volto dalle fattezze umane potrebbe ribadire l’aspetto divino, il creatore, colui che punisce gli uomini che non si sottomettono al volere degli dèi. Ma non è un essere malvagio e sanguinario; la Sfinge è la tutrice dei giusti, sia nella vita terrena che nell’aldilà.
Con le sue palpebre socchiuse e la smorfia ironica, la Sfinge etrusca suggella l’enigma di questo popolo, ci sbarra la strada che conduce alla comprensione di una delle civiltà più misteriose del pianeta.

La più famosa creatura fantastica etrusca che conosciamo è sicuramente la Chimera di Arezzo.  Realizzata in bronzo, essa racchiude le caratteristiche di più animali rendendola per questo fantastica e mostruosa: coda di serpente, una testa di capra sul dorso, fauci e criniera leonine.
L’animale viene raffigurato mentre si prepara a un attacco o per difendersi; l’accentuazione espressiva e la tensione delle zampe anteriori, la bocca aperta in un ruggito, la criniera mossa, l’inarcarsi della schiena da cui emerge la figura di una capra, la coda è un serpente anch’esso pronto alla difesa/attacco rendono questa scultura un capolavoro assoluto.
Le zanne e gli occhi, oggi perduti, si suppone fossero realizzati in altro materiale e non in bronzo; ciò, probabilmente, conferiva all’opera un carattere di aggressività ancora maggiore.
Come per la Sfinge, la Chimera, è una creatura ibrida nata dall’unione di più  animali di cui ne rappresenta le caratteristiche peculiari: la capra, considerata “il più selvatico tra i domestici e il più domestico tra gli animali selvatici”, rappresenta l’essenza della Natura, la Madre del Mondo e le sue corna sono il legame simbolico con gli dèi del cielo.
Il serpente è la terra, l’oscurità, rappresenta gli esseri del Mondo sotterraneo, coloro che conoscono e curano ma che possono anche uccidere. Il leone, come già detto, è l’animale a guardia del Mondo Sacro.
La Chimera riassume tutto il mondo etrusco e per questo è stata dedicata al supremo dio etrusco Tinia come riporta una iscrizione sulla zampa anteriore della Chimera: “tinscvil” o “tins’vil”.

IL PAESAGGIO IMMAGINARIO. LEONI SFINGI E IPPOCAMPI: 6 giugno-31 ottobre 2015, Museo Archeologico Nazionale, Tuscania (Viterbo)