La Salute Dei Templari

La Salute Dei Templari

La Salute Dei Templari. Di Etruscan Corner

Se ti mancano i medici,
siano per te medici queste tre cose:
l’animo lieto, la quiete e la moderata dieta.

(Scuola Medica Salernitana, Regimen Sanitatis Salernitanum)

I Cavalieri Templari furono il più potente ordine religioso militare del Medioevo. Formati per proteggere i pellegrini in Terra Santa, parteciparono alle Crociate e guadagnarono rapidamente ricchezza, terre e influenza e non erano responsabili verso nessuno tranne il Papa stesso.

La storia dell’Ordine del Tempio è costellata di miti e leggende. Possedevano sapienze segrete in materia di esoterismo e alchimia che venivano custodite attraverso un giuramento che impediva a membri dell’Ordine di condividerli con il mondo profano. Il potere finanziario dei templari, le loro conoscenze segrete, le influenze islamiche, greco-romane ed egiziane, la geometria sacra, il simbolismo, la cabala e infine la loro eredità spirituale influenzeranno i tempi successivi. E dopo oltre 700 anni sono ancora oggetto di indagine e di decifrazione.

 

La Salute Dei Templari - Crociati

Crociati

La Salute Dei Templari 

Il Cibo Ai Tempi Delle Crociate

“L’alimentazione medievale nacque dal progressivo fondersi di due modelli culturali lontani: quello della Roma antica, una società agricola, stanziale e raffinata, la cui cucina era basata sul consumo di cereali, ortaggi, olio e vino e quella giunta dopo l’invasione dei popoli delle steppe (Goti, Vandali e Longobardi) il cui menu si fondava principalmente sul bosco e sull’incolto poiché non aravano la terra e traevano dai boschi e dall’allevamento gran parte del proprio nutrimento. Era una dieta a base di carne, dunque, quella dei barbari; carne che era anche simbolo di vigore fisico e forza vitale. La religione cristiana, divenuta religione ufficiale dell‘ Impero di cui ha assunto come simboli sacri proprio il pane, il vino e l’olio d’oliva. Grazie alla religione il modello alimentare romano-cristiano raggiunge l’Europa del Nord e le isole britanniche dando vita a quella che viene descritta come una inedita integrazione tra la cultura della carne e quella del pane.”  Chiara Verdini

L’alimentazione era un aspetto fondamentale per la buona riuscita di una missione, una guerra o di un pellegrinaggio. Queste imprese mettevano a dura prova il corpo e lo spirito dei partecipanti.

Il pane era l’alimento privilegiato. Tra i vari tipi di pane c’era la frisella, dalla consistenza asciutta, facile da conservare nel tempo; un’alimento ideale per coloro che erano costretti a lunghi mesi di viaggio. In Puglia la frisella era detta, appunto, “pane dei Crociati”. La forma, per lo più ad anello, consentiva di far passare un filo nel foro centrale creando collane di friselle che facilitavano il trasporto.

Nel 1120 Baldovino di Gerusalemme abolì i dazi pagati sulle derrate alimentari di prima necessità introdotte in città: grano, orzo, fagioli, lenticchie e ceci. Oltre a questi alimenti di base, c’era una gamma impressionante di materie prime culinarie. L’olio d’oliva della Palestina era apprezzato fin dall’epoca romana, mentre le verdure includevano carciofi, asparagi, cavoli, lattuga e tartufi. Spezie, come pepe, cumino, coriandolo, cannella e zenzero,  molto comuni nelle ricette medievali, erano tra le merci esportate da Acri in Europa alla fine del XIII secolo.

In Terrasanta il frate domenicano Burchard di Monte Sion ricorda di aver visto il finocchio, la salvia e la ruta crescere spontanei nei campi, e fiorire anche prezzemolo, menta e altre erbe. Lepri, quaglie, pernici, cervi e cinghiali venivano cacciati con i falchi o l’arco,  mentre gli scavi archeologici hanno mostrato tracce di pecore, capre e bovini.

I latticini, compresi yogurt e formaggi, costituivano una parte importante di un pasto e il pesce era facilmente reperibile sulla costa e intorno al Mar di Galilea.

La varietà e la novità dei frutti erano motivo di stupore per gli occidentali: datteri, banane, meloni, angurie, zucche e uva che si presentava in enormi grappoli. Limoni, arance e pomeli venivano usati per salse per accompagnare il pollo o il pesce. Pere, mele, ciliegie e noci venivano importate da Damasco. Uva, fichi e albicocche venivano spesso essiccati o trasformati in conserve o sciroppi, che diluiti con acqua davano bevande rinfrescanti, oppure mischiati con la neve del monte Hermon per preparare gustosi sorbetti.

Il vino, sebbene proibito dalla legge alimentare musulmana, veniva prodotto dai cristiani a Betlemme, nella valle di Rafraim, a Nazaret e a Sidone.

Il miele migliore veniva da Gerusalemme, dove le api potevano nutrirsi di timo selvatico delle colline della Giudea; e la canna da zucchero veniva coltivata e trasformata nella valle del Giordano e intorno a Tiro e Acri per l’esportazione in Europa.

Nonostante questa varietà di generi alimentari, almeno due case religiose a Gerusalemme importarono nel XII secolo tranci di pancetta, tonno, formaggi e vino dalla Sicilia per uso proprio. E l’allevamento e il consumo di carne di maiale (vietato ai musulmani) aumentò vertiginosamente nelle zone in cui si stabilirono i cristiani.

La Salute Dei Templari - Tavola Signori Medievali

Crociati

La Salute Dei Templari 

Forma Fisica e Salute Mentale

Nella società ricca medievale, carnivora e smodata, i Templari si distinsero per uno stile alimentare equilibrato, attento alla salute dei membri dell’Ordine secondo quanto previsto dalla Regola.

Come nel caso di qualsiasi individuo o gruppo di individui per i quali una buona forma fisica è una priorità, la disciplina alimentare è un punto chiave per mantenere il livello necessario di capacità fisiche e mentali. L’ esigenza di una dieta disciplinata non sfuggì ai cavalieri e nemmeno alla Chiesa. E come ebbe a dire Paolo di Tarso: Non sapete voi che siete il tempio di Dio, e che lo Spirito di Dio abita in voi?…

La Chiesa aveva regole rigide relative alla vita quotidiana e alla condotta dei Fratelli Templari. Una di queste aree su cui venivano impartite istruzioni ai cavalieri riguardava proprio l’alimentazione. 
La Regola Primitiva dei Templari è l’insieme di regole a cui i Templari dovevano attenersi: non solo  cosa potevano mangiare i Fratelli e quando, ma anche di come dovevano mangiarlo, nonché della condotta e della preghiera durante i pasti. Da queste Regole si può constatare che la Chiesa aveva capito che il corpo umano ha bisogno di una dieta equilibrata per poter funzionare a livello ottimale. Inoltre, sono in linea con il fatto che il corpo del cristiano è il tempio dello Spirito Santo e come tale deve essere ben mantenuto.

Le condizioni fisiche e mentali ottimali dipendono da una dieta ben bilanciata e ben porzionata. Fattori preziosi che aiutarono i Templari a diventare una forza combattente ben disciplinata e affidabile.

La Salute Dei Templari -  Refettorio

Refettorio

La Salute Dei Templari

La Longevità Dei Templari

Contrariamente a molte rappresentazioni moderne, i Cavalieri sembrano aver vissuto una vita veramente umile, al servizio di Dio. Le loro scelte e obblighi dietetici riflettono questo. Sebbene l’ordine si arricchisse grazie a donazioni gestite con cura e salvaguardando il denaro dei pellegrini in viaggio, i Cavalieri stessi presero voti formali di povertà, castità e obbedienza. Per quasi 200 anni, l’ordine prosperò in tutta Europa, raggiungendo il picco di circa 15.000 membri entro la fine del XIII secolo. 

Secondo una ricerca condotta su documenti antichissimi, la straordinaria longevità dei monaci-soldati era dovuta alle regole igieniche ed alimentari codificate da Bernardo di Chiaravalle: poca carne e molti legumi e poi pesce, formaggio, olio d’oliva e frutta fresca. 

I Cavalieri Templari vivevano 40 anni in più rispetto alla media in un’epoca storica in cui l’aspettativa di vita oscillava tra i 25 e i 40 anni. Secondo i documenti storici analizzati Hugues de Payens morì a 66 anni; l’ultimo gran maestro Jacques de Molay quando fu ucciso, dopo 7 anni di prigione, aveva 67 anni.

Nel Medioevo l’alimentazione era ricca di grassi e calorie, si consumava molta carne nelle classi più ricche e la gotta era una delle patologie più diffuse. Sembra che la dieta dei Templari fosse, invece, un atto di equilibrio tra le normali richieste di digiuno dei monaci e il fatto che questi cavalieri conducessero una vita attiva e militaresca.

I Templari mangiavano carne 3 volte a settimana, inclusa carne di maiale, anche se “l’abitudine di mangiare carne corrompe il corpo”. La domenica tutti mangiavano carne, ai superiori era consentito pranzare e cenare con qualche animale arrosto; si consumavano molti legumi (tre piatti a settimana) sottoforma di polpette, pappe o stufati ricchi di fibre. I fratelli più ricchi potevano aggiungere spezie costose, come il cumino; il pesce era molto frequente, essiccato o salato; all’acqua da bere aggiungevano spremute di agrumi per arricchire la carica antibatterica e bevevano latte di mandorle.

Il lunedì, il mercoledì e il sabato i Cavalieri consumavano pasti più semplici, ricchi di verdure. Sebbene le regole descrivano questi pasti come “due o tre pasti di verdure o altri piatti mangiati con il pane”, spesso includevano anche latte, uova e formaggio.
Una volta alla settimana, il venerdì, osservavano un digiuno quaresimale ma con alcune concessioni per i deboli e i malati che ricevevano “carne e tutti gli altri cibi che portano buona salute”, per riportarli in forma combattiva il più rapidamente possibile.
Veniva consumato anche del vino, ma razionato e diluito perchè come disse Salomone “il vino corrompe i saggi”.  Era solitamente aromatizzato con anice o con rosmarino, oppure bollito e speziato con cannella e chiodi di garofano, dolcificato con il miele o con lo zucchero proveniente dalle piantagioni d’Oriente. Anche la birra, una delle più antiche bevande prodotte dall’uomo,  era consumata con moderazione.

Ai Templari era inoltre richiesto di mangiare in coppia sia per risparmiare sui piatti sia per assicurarsi che nessuno digiunasse senza permesso. I pasti erano consumati in silenzio. Dopo aver mangiato, tutti ringraziavano. Gli avanzi di pane venivano raccolti e donati ai poveri, mentre i pani interi venivano messi da parte per i pasti futuri.

In Terra Santa i Templari consumavano anche un potente cocktail fatto di Aloe Vera antisettica, canapa e vino di palma, noto come l’Elisir di Gerusalemme, che accelerava la guarigione dalle ferite.

Nei loro giardini i Templari coltivavano frutta e verdura, soprattutto prodotti mediterranei come fichi, mandorle, melograni, olive e grano,  senape, aglio e cipolle, le famose cipolle palestinesi provenienti da Ascalona e che da questa località presero il nome, in italiano, di scalogno.

L’Ordine inoltre proibiva la caccia a fini alimentari, mentre furono proprio i Templari a dedicarsi all’allevamento del pesce. Consideravano i frutti di mare un ottimo sostituto della carne;  in questo modo – evidenzia ancora la ricerca – beneficiavano dell’effetto positivo degli acidi grassi omega-3, oltre che dell’effetto antiossidante e anti depressivo dei molluschi.

I Cavalieri Templari seguivano anche principi di comportamento da rispettare per evitare la diffusione delle infezioni: era obbligatorio lavarsi le mani prima di mangiare, il refettorio doveva essere sempre ben tenuto e le tavole sempre pulite. L’introduzione di queste innovazioni potrebbero essere il risultato di interazioni con medici arabi, rinomati in quel periodo per la loro conoscenza medica superiore. Secondo gli standard medici medievali i Cavalieri Templari erano infatti in grado di curare molte malattie.

Molte di queste regole assomigliano ai moderni consigli dietetici.

La Salute Dei Templari - Peste del 300

Peste del ‘300

La Salute Dei Templari

Medici Al Seguito

Durante le Crociate, i Cavalieri Templari avevano al seguito medici monastici per curare i malati e i feriti. Questi medici non solo impiegavano le principali cure conosciute nell’Europa medievale, ma anche metodi imparati dai guaritori di tradizione araba, contribuendo ad elevare la conoscenza medica occidentale attraverso l’integrazione della saggezza delle loro controparti mediorientali. 

Rispetto alle conoscenze degli arabi, la medicina europea non era molto avanzata. Uno scrittore siriano dell’epoca descrive come un medico arabo e uno europeo discutevano su come curare un ascesso, un nodulo infetto sulla gamba di un cavaliere. L’arabo preparò una medicazione con unguento per aprire il nodulo e far uscire l’infezione. L’europeo insisteva che l’unica cosa da fare era tagliargli la gamba!

Gli arabi contavano anche su una cultura medica ricca di devozione: Fate uso dei trattamenti medici, poiché Dio non ha creato infermità alcuna senza creare anche un rimedio a essa, con la sola eccezione di una infermità, la vecchiaia. Molti dei loro metodi, come l’impiego del miele, dell’olio d’oliva o della suzione con ventose (hijama), sono parte di pratiche curative o profilattiche hanno caratteristiche babilonesi, il che le fa risalire al III millennio a.C.  Ancora ai nostri giorni in molti paesi islamici si fa ricorso a queste pratiche.

Una parte importante della medicina araba era l’ interpretazione dei sogni (tabir al-anam), ai quali il Profeta stesso attribuiva grande importanza. Già nell’VIII secolo, Ibn Sirin compose la prima grande opera araba dedicata a questa materia, che aveva come fonte principale l’Onirocritica, un trattato sull’interpretazione dei sogni dell’autore greco Artemidoro di Daldi, scritto otto secoli prima. La grande attenzione degli arabi per la psiche nasce certamente da qui. Il ricorso alla cura spirituale era più comune di quanto si pensi; nei trattati di medicina affiora talvolta un mondo di rituali, ricco di simboli, sigilli e talismani.

La Salute Dei Templari - Bald's Leechbook

Il Bald’s Leechbook

La Salute Dei Templari

Il Bald’s Leechbook

Un manuale molto noto di medicina europea medievale è il Bald’s Leechbook (noto anche come Medicinale Anglicum), un testo medico in inglese antico e latino medievale probabilmente compilato nella metà del X secolo.  Conosciuto anche come il Libro Delle Sanguisughe, (o Toccasana) elencava una serie di disturbi che i crociati avrebbero incontrato e i rimedi che i loro medici avrebbero impiegato, comprese ricette per molte cure e istruzioni.

Il Toccasana veniva utilizzato facendo prima riferimento alla zona del corpo in cui si trovava il problema; poi si cercava nell’elenco dei singoli disturbi quello rilevato. Il medico selezionava poi la cura più adatta al paziente, somministrata secondo il dosaggio o il metodo descritto. ( The Healing Practices of the Knights Templar and Hospitaller – Plants, Charms, and Amulets of the Healers of the Crusades – Jon G. Hughes)

Questo particolare tipo di medicina era basato sulle antiche conoscenze greco-romane, superstizioni e rimedi di origine germanica. Il nome utilizzato per definire il medico anglosassone, The Leech (La Sanguisuga), fornisce un’idea di quale fosse uno dei rimedi più utilizzati per la cura di varie patologie.

Il Libro Delle Sanguisughe include un elenco erboristico completo, che elenca tutte le piante medicinali e i materiali necessari per creare i rimedi, le pozioni, gli elisir e gli unguenti. Descrive in dettaglio ricette per molte cure e una gamma di applicazioni magico-mediche come incantesimi e amuleti usati dai medici al seguito dei Templari per affrontare le nuove malattie di terre straniere.

 

Ricette

Per riequilibrare la mente

Prendi un singolo guscio d’uovo e riempilo di parti uguali di polvere di zolfo (detto anche fiori di zolfo), e salvia selvatica. Pestalo finché le erbe non rilasciano i loro succhi. Fai bollire leggermente il succo e la fibra dell’erba con quattro delle stesse misure di Metheglyn (idromele con spezie ed erbe). Filtra con un canovaccio e aggiungi il miele per addolcire. Lascialo al sole dall’alba al tramonto per tre giorni. Fai riposare una notte, il giorno successivo e un’altra notte ancora. Della cura si parlerà in lungo e in largo per molti anni a venire.

Per le ferite alla testa

Pesta i capolini di ventiquattro gladioli e aggiungili a una caraffa di acqua dolce. Lascia riposare il semplice per almeno quattro ore. Immergere un panno leggero nel liquido e avvolgerlo non strettamente intorno alla testa, coprendo la ferita. Versare il liquido sul panno ogni ora finché il dolore non scompare. Arriverà il sollievo e tornerà il conforto.

Mal di testa

Prendi la betonica, le foglie, il gambo e la radice e tagliala a pezzetti fini. Lascialo asciugare davanti al fuoco e poi macinalo fino a ridurlo in polvere. Aggiungi il peso di due monete alla Gruit Ale (birra alle erbe) calda e offrila da bere.  Aggiungi altri due pesi di moneta al grasso di volpe riscaldato e picchietta con l’unguento ottenuto la fronte. Il mal di testa sparirà.

Ferite alla Testa

Prendi parti uguali di fegato di rospo grigio essiccato e ridotto in polvere, erbe aromatiche al rosmarino e Romice sanguineo (Rumex sanguineus) e mescola con olio di rosa. In questo miscuglio immergere un panno di lana e preparare un impiastro da avvolgere attorno alla testa ferita. Questo deve essere ripetuto una volta ogni ora per cinque ore finché il cranio non sarà guarito. Questa guarigione richiederà due giorni.

Infezioni da Staphylococcus aureus

Secondo la ricetta, la “pozione” deve contenere aglio, cipolla o porro, vino e bile di mucca. Il miscuglio deve riposare in un recipiente di ottone per nove giorni alla temperatura di 4 gradi.

La Salute Dei Templari - Bald's Leechbook

Refettorio di Acri – Il refettorio fu costruito alla fine del periodo delle crociate. Contiene otto volte, ciascuna alta 10 metri, per una superficie totale di 450 metri quadrati.

La Salute Dei Templari

 I Segreti dei Templari

I Templari conoscevano i segreti più nascosti dell’alchimia. Furono i primi ad utilizzare l’Iperico sulle ustioni e sulle ferite come antisettico e cicatrizzante e per migliorare l’umore dei soldati che restavano immobilizzati a letto per mesi.

Molto noto, come già detto, era l’Elisir di Gerusalemme, una miscela con polpa di Aloe, polpa di Canapa e vino di Palma dalle notevoli proprietà terapeutiche. Veniva realizato utilizzando l’Aloe Arborescens per le sue azioni antisettiche, battericide e fungicide e per la sua capacità di penetrazione degli strati più profondi della pelle.

Robert Anton Wilson, nel suo libro sui Templari, asserisce che essi usavano l’hashish e praticavano una forma di tantrismo arabo; la dottrina dell’illuminazione come realizzazione dell’unità del proprio sé e del mondo visibile, combinando elementi dell’induismo e del paganesimo, compresi elementi magici e mistici.

I Templari avevano spesso bisogno di curare ferite e malattie, tanto che divennerto esperti nell’uso dei farmaci. Furono i primi a non considerare l’epilessia come una possessione demoniaca ma come una malattia controllabile e la cannabis è il farmaco naturale più sicuro ed efficace nel trattamento dell’epilessia.

L’eredità esoterica e alchemica fu tramandate dai Templari ai monaci ospitalieri, conosciuti come i Cavalieri di Malta, esperti nella cura delle malattie della pelle, che avevano il compito di curare i soldati feriti durante le Crociate con i loro unguenti miracolosi.

Nasce il mito dei Templari che, nei secoli successivi, hanno occupato un posto unico nella storia europea. Gli storici ortodossi li vedono nient’altro che monaci-soldati la cui arroganza fu la loro rovina definitiva, mentre altri li vedono come occultisti e alchimisti di prim’ordine.