Le Meraviglie Della Tuscia Rupestre Parte 2

Le Meraviglie Della Tuscia Rupestre – Parte 2

Le Energie dei Luoghi

Le Meraviglie Della Tuscia Rupestre – Parte 2 – Le Energie dei Luoghi. Di Etruscan Corner

I primi anacoreti si servirono delle grotte utilizzandole nello stato di fatto. Solo la devozione dei fedeli, o il successivo ampliamento delle comunità eremitiche, fecero sì che tali rifugi naturali venissero parzialmente adattati con chiusure in murature a pietra; ingressi dotati di porta, realizzazione di altari o cappelle che andavano ad inserirsi nel ridotto contesto, costituirono elementi di significativa transizione fra la primitiva grotta cultuale e la chiesa poggiante sulle sue fondamenta.

 

 

Banner Telegram EC
Tuscia Rupestre 2 - Grotte dei Frati - Fiastra

L’Italia Centrale è ricca di luoghi scelti dagli eremiti.  Come le Grotte dei Frati, nel territorio di Fiastra (Macerata) nella suggestiva valle del torrente Fiastrone. Intorno all’anno mille vi si stabilì una colonia di benedettini. Qui eressero il loro povero convento e costruirono la cappella (anno 1234) dedicata a S.Egidio. Successivamente arrivarono i francescani (clareni), i quali reintitolarono la cappella dedicandola a Santa Maria Maddalena de Specu.

Le Meraviglie Della Tuscia Rupestre – Parte 2

Visitare questi territori significa anche recuperare in una certa misura l’intenzione originaria degli eremiti che vi hanno vissuto, lontani da tutto, isolati ma a contatto con una natura dal fulgore impressionante, una vera creazione di Dio. Un ambiente naturale che fa da cornice ed esalta la sacralità dei luoghi.

Il passaggio dall’antichità al Medioevo e dal paganesimo al Cristianesimo non ha scardinato del tutto l’utilizzo di grotte e ipogei quali sedi di culto. Al culto pagano si sovrappone quello cristiano senza cancellare il valore sacro dei luoghi. In principio, come abbiamo visto nella prima parte, non tutto il Cristianesimo accettò l’idea di grotta come luogo sacro con tutto il suo significato simbolico.

Tuscia Rupestre 2 - Grotta di san Leonardo - Castel Sant Elia

Grotta di San Leonardo – Castel Sant’ Elia (Vt)

Le Meraviglie Della Tuscia Rupestre – Parte 2

Fra i motivi che hanno spinto l’uomo medievale a occupare uno spazio rupestre per farne un luogo di culto emerge senza dubbio l’esigenza funzionale. Determinate condizioni geomorfologiche, infatti, offrono l’opportunità di ricavare nella roccia un ambiente abitabile in alternativa ad un edificio in muratura con conseguente risparmio di mezzi, materiali e mano d’opera. Al di là delle necessità pratiche, tuttavia, le ragioni della scelta di adibire a santuario un ambiente rupestre vanno ricercate nel substrato culturale, quella sacralità che la grotta, intesa soprattutto nel senso di antro naturale, ha acquisito fin dall’epoca arcaica.

In Tuscia è evidente la predominanza dell’elemento rupestre rispetto a quello costruito, che inizia ad affermarsi solo in concomitanza della seconda stagione delle entità monastiche.

Tuscia Rupestre 2 - San Pollo Bassano Romano - esterno

San Pollo, Bassano Romano (Vt)

Le Meraviglie Della Tuscia Rupestre – Parte 2

Molto interessante l’ analisi delle grotte associate all’universo del sacro e quei fenomeni religiosi che hanno concorso allo sviluppo dei santuari, quali la devozione all’Arcangelo Michele, l’eremitismo e la venerazione delle reliquie.

Queste ultime sono la causa della sopravvivenza dei santuari ubicati all’interno delle catacombe, luoghi di culto che molto hanno in comune con l’universo rupestre.

La costruzione di chiese e santuari monumentali nel VI secolo a.C. modificò l’aspetto dei luoghi di culto e degli insediamenti della Tuscia arcaica.

Nell’ambito della civiltà medievale, la presenza dell’occupazione cristiana del territorio attraverso lo sviluppo del monachesimo, con fondazioni di monasteri ed eremi, ebbe una grande incidenza nella trasformazione dell’assetto urbano, territoriale ed economico, dell‘ evoluzione culturale e artistica. 

Tuscia Rupestre 2 - Trasformazione Assetto Urbano

Trasformazione Assetto Urbano – I secoli bui non erano così bui. Un periodo oscuro, per molti aspetti, ma difficilmente un buco nero culturale.

Le Meraviglie Della Tuscia Rupestre – Parte 2

La Tuscia è uno dei luoghi d’Italia che ha subito una precoce cristianizzazione.

Non è irrilevante, a questo riguardo, la sua vicinanza con Roma, centro da cui si irradierà tutta la successiva cristianizzazione.

Ma altrettanto rilevante è la profondità delle valli, l’ambiente aspro, la bellezza selvaggia, il silenzioso isolamento, che da sempre stimolarono negli abitanti di questo territorio una vocazione religiosa, prima pagana, poi cristiana.

Tuscia Rupestre 2 - Abbazia di Farfa

Abbazia di Farfa e i suoi uliveti. E’ uno dei monumenti più importanti del Medio Evo europeo. Recenti scavi patrocinati dalla British School di Roma, hanno verificato l’esistenza di un complesso del periodo romano sotto l’attuale Badia. 

Le Meraviglie Della Tuscia Rupestre – Parte 2

Lento è lo sviluppo dalla vita eremitica a quella comunitaria, prima con la “laura basiliana”, poi con il cenobio, che arricchirono i propri luoghi di culto con maggiori elaborazioni architettoniche e decorative, elementi liturgici e repertori icnografici e pittorici in cui vengono trasferiti valori culturali e religiosi occidentali ed orientali.

Tuscia Rupestre Parte 2 - Vescovo benedice Anacoreta

Un vescovo che benedice un’anacoreta, da MS 079: Pontificio (c.1400 – c.1410)

Le Meraviglie Della Tuscia Rupestre – Parte 2

Nel XIII secolo, momento finale della spinta espansionistica dei monasteri, la Tuscia viterbese appariva divisa secondo le diverse aree di influenza: Farfa (Ri) controlla la sponda sinistra del Tevere con l’area compresa tra il porto di Seripola e la prossimità della confluenza con il fiume Nera; San Silvestro in Capite i territori di Orte, Vasanello, Vallerano e Gallese; San Lorenzo fuori le Mura l’area pedemontana dei Monti Cimini con i territori di Soriano, Sant’Eutizio e Santa Maria di Luco, l’abbazia Santa Croce di Sassovivo le campagne sub-amerine sulla sponda sinistra del Tevere (sostituendosi almeno in parte a Farfa) e l’Ospedale di Santo Spirito in Saxia i territori intorno a Gallese a ridosso della via Flaminia.

Tuscia Rupestre 2 - Caverna Iniziatica

Grotta Iniziatica

Le Meraviglie Della Tuscia Rupestre – Parte 2

Caverna Iniziatica

Il Tempio non è soltanto il luogo dove i devoti si riuniscono, ma è quello spazio reso sacro dove,nell’unione spirituale fra i devoti si realizza la congiunzione con il Trascendente, con il Divino.

Il Tempio è una evidente allusione alla “Caverna Iniziatica”. La corrispondenza della caverna con il centro spirituale rappresenta la Via Iniziatica, il percorso che porta al centro non solo dell’uomo, ma del cosmo. Anche il pellegrinaggio seguendo il percorso del labirinto, a cui abbiamo accennato negli articoli sui labirinti, è un viaggio verso il centro.

L’accesso alla caverna corrisponde dunque al rito di iniziazione; il termine stesso “iniziazione”, nella sua derivazione dal latino in – ire, contiene proprio il concetto di accesso.

Per il devoto, l’esterno è il luogo delle tenebre; l’interno della grotta è invece il luogo in cui cercare la luce, dove avviene la seconda nascita, la rigenerazione spirituale: l’uomo dallo “stato primordiale”, una volta reintegrato attivamente nella pienezza delle proprie facoltà, cercherà di raggiungere la sua realizzazione nel Principio Supremo.

La conoscenza del valore di questi luoghi con i loro simboli, ci proviene dalla tradizione o per meglio dire da più tradizioni, dalla cultura, dalla sensibilità dei devoti che sono lasciati liberi di spaziare, di accrescere conoscenza e comprensione, ma anche di affinare la propria parte intuitiva.

Tuscia Rupestre 2 - Tempio Di Salomone

Tempio di Salomone

Le Meraviglie Della Tuscia Rupestre – Parte 2

Pilastri e Colonne

Sin dagli albori della civiltà, l’ingresso ai luoghi sacri era preceduto da due pilastri. Sia in arte che in architettura, le colonne hanno una funzione di sostegno di una struttura, oltre che una funzione decorativa. Ma le due colonne sono simboli archetipici che rappresentano il punto d’accesso all’ignoto.

In diverse grotte e ipogei abbiamo visto la presenza di colonne ricavate scavando il tufo e, in alcuni casi, notiamo anche la presenza di capitelli decorati.

La presenza di pilastri e colonne ci fa supporre che i nostri avi conoscessero l’ antica tecnologia delle energie vibrazionali e purificatrici. Il concetto dei due pilastri che si ergono alle porte dei luoghi sacri può essere fatto risalire alle antiche civiltà, una fra tutte quella di Atlantide, la fonte perduta di conoscenza ermetica.

Due sono le colonne poste a destra ed a sinistra dell’ingresso del Tempio di Salomone: la colonna di sinistra ha nome Boaz, (proavo di re David) che significa “la forza, la fermezza”; la seconda posta a destra ha nome Jakin (il sacerdote che inaugurò il Tempio di Salomone), che letteralmente vuol dire “la stabilità, che Dio l’ha fermata”.

La J iniziale di Jakin corrisponde allo Jod ed indica il maschile-attivo-solare e la B di Boaz indica la Beth il femminile-passivo-lunare, insieme simboleggiano la dualità che è caratteristica fondamentale della Natura.

Tuscia Rupestre- Parte 2 - Bosco

Architettura Sacra

Le Colonne, secondo i dettami dell’Architettura Sacra, non sono altro che una memoria sofisticata dei pilastri onnipresenti nei primissimi Santuari della Storia (assieme alle Caverne): i Boschi.

Per gli orientali essi sono i principali collettori di vibrazioni dell’ampia gamma di frequenze provenienti dalla terra e svolgono lo stesso ruolo delle colonne, cioè l’accumulo e la conservazione dell’energia vibrazionale.

Tutti i templi più grandi erano situati su montagne e colline o creavano una collina artificiale per utilizzare l’energia della Terra che scorreva verso l’alto.

Se assumiamo che le colonne siano dispositivi che trasmettono energia vibratoria, allora tanto maggiore è il loro numero tanto più potente l’energia.

Un discorso a parte lo meritano gli Obelischi. Anche gli archi hanno principi energetici: si presume che i famosi Archi di Trionfo siano portali per i viaggi istantanei. Ma questi argomenti saranno lo spunto per un prossimo articolo.

Passeggiate Etruscan Corner

I Sentieri della Dea

I Sentieri della Dea Etruscan Corner
Escursione e Bagno di Luce - Giugno 2023
  • 24 Giugno 2023 - Grotta Delle Stelle
  • 25 Giugno 2023 - Grotta Della Luce

Appuntamento: Ore 10.00 - Ischia di Castro

Per Info: Daya 340 4725236