Abbazia Di San Pietro Ad Oratorium -Esclusiva

Esclusivo! L’Enigmatica Lapide

Dell’Abbazia Di San Pietro Ad Oratorium – Capestrano

L’Enigmatica Lapide Dell’Abbazia Di San Pietro Ad Oratorium – Capestrano​. Di Etruscan Corner

La chiesa di San Pietro ad Oratorium sorge nella vallata del Tirino, sulla riva destra del fiume che, all’epoca, scorreva a 200 metri dall’edificio di culto.

Circondata da una fitta vegetazione, si trova in aperta campagna, nella valle dominata dal castello di Capestrano, in provincia de L’Aquila, e dista circa 6 km dal centro abitato.

La cittadina è stata resa famosa dal ritrovamento nel 1934, in un terreno agricolo, del Guerriero di Capestrano*

Abbazia Di San Pietro Ad Oratorium - Guerriero di Capestrano

*Il Guerriero è stato rinvenuto in una necropoli dell’antica città di Aufinum, località situata nei pressi di Capestrano (AQ) e raffigura un guerriero dell’antico popolo italico dei Vestini. La celebre statua databile al VI secolo a.C. è esposta a Chieti nel Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo – Villa Frigerj. (Credits: Wikipedia)

Abbazia Di San Pietro Ad Oratorium

Abbazia Di San Pietro Ad Oratorium - Chiesa e Fiume

Abbazia Di San Pietro Ad Oratorium

La quiete della valle solitaria circonda il paesaggio della cadente chiesa nascosta tra i pioppi alla riva del fiume impetuoso. Attorno alle rovine, spesso allagate dalla piena delle acque, s’abbarbica una tenace vegetazione, gelosa dissolvitrice di quelle pietre composte dalla mano paziente del marmorario. Il monastero è scomparso; le navatelle della chiesa smantellate fiancheggiano come un baluardo la nave di mezzo, sola dominatrice di una lotta secolare.

Sono queste le parole con cui Gavini, alla fine degli anni Venti del Novecento, introduce S. Pietro ad Oratorium nella sua Storia dell’architettura in Abruzzo.

A sinistra del portale della Chiesa è inserita una antica epigrafe, nota come Quadrato Magico o SATOR.

Il quadrato di SATOR si potrebbe intendere come un anagramma anfibologo, contenente volutamente più chiavi di lettura che si rivelavano differentemente a seconda del livello di conoscenza e profondità del lettore.

Il concio iscritto, messo in opera specchiato e capovolto, reca cinque parole:

ROTAS OPERA TENET AREPO SATOR

 

Abbazia Di San Pietro Ad Oratorium - Sator

Sator

Abbazia Di San Pietro Ad Oratorium 

Meno nota ma altrettanto interessante è la lapide presente su una delle facciate esterne della chiesa con 4 formelle e decori floreali.

Abbiamo sottoposto l’immagine della lapide al prof. Adriano Gaspani e di seguito un estratto della sua analisi sul significato dei decori floreali presenti. Il prof. Gaspani, noto archeoastronomo, ha già realizzato per noi una relazione riguardo la Grotta delle Stelle.

San Pietro ad Oratorium

La chiesa di San Pietro ad Oratorium (VIII – XII secolo) è parte di un antico monastero benedettino edificato nel 722 per volere del re longobardo Desiderio, come recita l’iscrizione apposta sull’architrave dell’ingresso:

A REGE DESIDERIO FUNDATA MILLENO CENTENO RENOVATA

Altri considerano invece che il complesso fosse stato fondato da Papa Stefano II nel 756. L’insediamento monastico viene posto a controllo di un vasto possedimento fondiario, costituito dalla Valle Tritana, ed è localizzato nel punto in cui la valle si restringe non lontano dell’antico tracciato della via Claudia Nova e dal fiume Tirino.

La Ricostruzione Romanica

Nel corso del tempo il convento fu completamente distrutto, mentre la chiesa subì una radicale ricostruzione intorno al 1100. La nuova fondazione fu consacrata nel 1117 da Papa Pasquale II.

L’architettura della chiesa consiste in un edificio longitudinale a tre navate che terminano in altrettanti absidi semicircolari. Le navate sono ritmicamente suddivise da pilastri che sostengono arcate a tutto sesto. Il presbiterio è rialzato rispetto all’aula e su di esso si trova un ciborio duecentesco.

L’impianto è romanico e le coperture sono in capriate lignee. La facciata, su cui è presente un solo portale d’ingresso, mostra il paramento lapideo originale.

Una Lapide Misteriosa

Sulla facciata della chiesa di San Pietro ad Oratorium è murata una lapide probabilmente risalente alla fondazione della chiesa più antica, quella di probabile origine longobarda, la quale riporta quattro settori, ciascuno dei quali è delimitato da un altorilievo ad archetto che racchiude alcuni motivi ritenuti di tipo floreale, ma che in realtà potrebbero avere anche un’altra spiegazione.

Abbazia Di San Pietro Ad Oratorium - Formelle Stellari

L’Enigmatica Lapide

Abbazia Di San Pietro Ad Oratorium

Lo Studio Filosofico Della Natura Nel Medioevo

Con filosofia della natura o filosofia naturale si suole indicare nel Medioevo un settore della filosofia teoretica che prende in esame la realtà fisica degli enti che costituiscono il mondo materiale. […]

L’attenzione verso il Creato concepito come insieme di entità fisiche che interagiscono tra di loro è un aspetto della riflessione filosofica già presente in epoca altomedievale, che si addensa in modo particolare nelle letture del Genesi biblica e del Timeo di Platone. […]

Con il diffondersi delle traduzioni di questi testi, e, all’inizio del XIII secolo, con la fondazione delle prime Università, l’attenzione nei confronti di queste tematiche raggiunge una tale entità da essere considerata, negli ambienti ecclesiastici di quel tempo, una minaccia per la cultura cristiana, poiché, insieme alle spiegazioni del mondo fisico, si proponevano alcune idee che contrastavano nettamente con le dogmatiche verità di fede contenute nei testi sacri.  […]

Particolarmente significativi furono gli studi dedicati al problema del movimento dei corpi celesti, i quali discutevano la tesi tolemaica ed aristotelica della centralità e della fissità della Terra nel contesto particolare planetario e più generale dell’Universo in tutto il suo insieme. […]

Abbazia Di San Pietro Ad Oratorium - Planisfero del IX secolo

Planisfero del IX secolo che raffigura le posizioni dei sette pianeti classici alla data del 18 marzo 816.

Abbazia Di San Pietro Ad Oratorium

Astronomia e Cosmogonia nel Medioevo Europeo

Nell’alto Medioevo, a causa della caduta dell’impero romano e della diffusione del Cristianesimo nel mondo occidentale, si determinò un nuovo indirizzo nella ricerca filosofica. Il Cristianesimo riportò gli uomini all’interiorità spirituale, proprio in virtù dei suoi capisaldi; a ciò si aggiunse la precarietà dell’esistenza dovuta alla situazione storica.

Quindi inizialmente il pensiero medioevale, coltivato da uomini di Chiesa, si occupò soprattutto di problemi religiosi, mentre tutto ciò che non era spirituale, ma faceva parte dell’esperienza esterna dell’uomo passò in secondo piano.

Tuttavia con l’evolversi delle città, della Cultura, con la rinascita economica ed in seguito alla graduale riscoperta delle opere classiche greche e latine, quest’ultime grazie ai contatti col mondo arabo si cominciò a sentire nuovamente la necessità di studiare la natura e le sue manifestazioni, cosa che nel mondo precristiano era prassi consolidata. […]

Grande importanza culturale la ebbe la scuola di Chartres, fra i cui esponenti di maggior rilievo va ricordato Teodorico di Chartres (morto verso il 1154) il quale sviluppò una sua propria interpretazione della creazione, secondo un modello meccanicistico del tutto originale, anche se decisamente fantasiosa e pittoresca.

Secondo Teodorico di Chartres, Dio creò i quattro elementi fondamentali: aria e fuoco che costituiscono il Cielo ed acqua e terra che costituiscono la Terra, disponendoli secondo sfere concentriche. La sfera del fuoco, ruotando illumina l’aria e provoca la distinzione fra il giorno e la notte, successivamente fa vaporizzare l’acqua separandola dalla terra sulla quale il suo calore crea la vita e origina la comparsa dell’uomo a immagine e somiglianza di Dio. […]

Abbazia Di San Pietro Ad Oratorium - La Scuola di Chartres

La Scuola di Chartres

Abbazia Di San Pietro Ad Oratorium

Con la caduta dell’impero romano iniziava in Europa il periodo medioevale, periodo in cui lo sviluppo delle scienze ebbe una brusca frenata. Tuttavia, l’arrivo degli Arabi nel sud dell’Europa, in particolare in Spagna e in Sicilia, e la presenza del clero monastico irlandese sul territorio continentale europeo, determinarono il mantenimento di una fiorente cultura astronomica che avrebbe influenzato le future generazioni di intellettuali e le concezioni tecniche e simboliche delle corporazioni degli architetti medioevali che nei secoli successivi edificarono le chiese e le cattedrali.

Astronomia e Astrologia Medioevale

Nel Medioevo l’Astrologia era ritenuta la «Regina delle scienze». A quell’epoca essa era un tutt’uno con l’Astronomia.

Basandosi sulla cosmologia greca, i teologi cristiani identificavano nove cieli fondamentali, i primi sette corrispondenti alle orbite dei pianeti visibili a occhio nudo: costituiti da una sostanza spirituale, eterea e priva di ogni difetto, contenevano il pianeta ad essi associato incastonato come una gemma, trascinandolo con sé nel loro movimento; di questi cieli, il più elevato era quello di Saturno.

Ad essi si aggiungeva un cielo delle stelle fisse (o firmamentum) contenente lo Zodiaco, e un Primo mobile (Primum mobile) che dava il moto a tutti gli altri.

Vennero poi aggiunti, talvolta, altri due cieli cristallini e infine la sede di Dio, detta Empireo, che portavano il computo finale a 12, numero importante per la mistica cristiana.  […]

La visione organica e unitaria della cosmologia medievale fu magistralmente sintetizzata da Dante Alighieri nel Convivio (1307), che associò ad ognuno dei nove cieli un pianeta dell’Astrologia, ed anche una delle nove gerarchie angeliche della tradizione cristiana risalente a Dionigi l’Areopagita.  […]

Abbazia Di San Pietro Ad Oratorium - Dante Alighieri

Dante Alighieri

Abbazia Di San Pietro Ad Oratorium

La Rappresentazione Simbolica Ed Esoterica Medioevale Del Cosmo

Nell’incorporare tutti questi significati simbolici la forma architettonica diveniva un’immagine simbolica del Cosmo e come tale doveva essere astronomicamente coerente quindi da qui nacque la necessità di orientare l’edificio di culto in accordo con le direzioni astronomicamente significative ed importanti dal punto di vista del significato liturgico cristiano, il quale peraltro era molto legato alle credenze ed alle antiche tradizioni esoteriche pagane di provenienza orientale, in particolare dal mondo indo-iranico.

L’edificio sacro era un’immagine del macrocosmo creato da Dio, ma rappresentava anche il microcosmo costituito dall’Uomo. Il centro della forma architettonica, omologo al centro unitario dell’Universo, era anche il centro più intimo di ogni essere; il corpo del tempio si identificava simbolicamente sia con il corpo del Cosmo sia con il corpo dell’Uomo, in particolare con il corpo di Cristo che rappresentava il tramite tra i due e, di conseguenza, secondo il Cristianesimo, il corpo dell’uomo era un tempio, che custodiva l’Anima.

In virtù di questa omologia tra l’edificio sacro, l’Uomo ed il Cosmo, questo processo poteva simbolicamente servire come una rappresentazione del viaggio spirituale.

Andare nel centro sacro dello spazio architettonico equivaleva simbolicamente a raggiungere il centro dell’Universo, ma anche il centro di noi stessi: il punto della rigenerazione spirituale. Il risalire ritualmente l’edificio di culto camminando lungo la navata era considerato come il tornare al Centro supremo che inglobava tutti gli stati dell’esistenza e gli stati dell’essere.

Presso le culture di origine celtica il moto rituale verso il centro avveniva secondo una traiettoria circolare di circumambulazione percorsa in senso orario concorde con il senso di rotazione della direzione del moto apparente del Sole e di tutti gli astri che popolano la Sfera Celeste, così avviene ancora oggi durante la visita ed i pellegrinaggi agli antichi monasteri posti in terra d’Irlanda.

La costruzione di un edificio di culto era un rituale che simbolicamente ricomponeva le parti discrete dell’Unità, sparse e frammentate nelle diverse manifestazioni, riunificandole e ristabilendo in questo modo l’armonia dell’Uomo con l’Universo. […]

La Rappresentazione Degli Astri Nel Medioevo Europeo

Durante il Medioevo, la rappresentazione del cielo stellato non era per nulla realistica. Le costellazioni conosciute venivano disegnate come figure senza che le stelle fossero rappresentate nella loro corretta posizione, salvo alcune notevoli eccezioni, quale la costellazione del Cigno a causa della sua forma a croce latina che simboleggiava la Croce di Cristo.

Una rappresentazione tipica e molto comune era quella di rappresentare gli astri mediante motivi floreali, per cui per molto tempo, queste rappresentazioni furono ritenute puramente artistiche, quando invece erano vere e proprie rappresentazioni stellari.

Abbazia Di San Pietro Ad Oratorium - Costellazioni Medievali

Raffigurazioni degli Astri in un Manoscritto Mdievale

Abbazia Di San Pietro Ad Oratorium

La rappresentazione dei pianeti durante il Medioevo era ottenuta utilizzando simboli floreali più grandi rispetto a quelli che rappresentavano le stelle, oppure talvolta come stelle a sei punte, salvo Venere (Espero e Lucifero) che usualmente, a causa della sua rilevante luminosità veniva rappresentata come una stella a otto punte.

Esistono magnifici esempi di ciò nei sigilli dei Cavalieri dell’Ordine del Tempio. […]

Abbazia Di San Pietro Ad Oratorium - Rappresentazione Simbolica

Significato della rappresentazione simbolica presente sulla lapide determinato da CORRNET.

Abbazia Di San Pietro Ad Oratorium

La Codifica Delle Date

Una delle abitudini medioevali, soprattutto prima dell’anno 1000, è la codifica di date particolarmente importanti utilizzando un codice criptico basato sulla rappresentazione simbolica delle stelle e dei pianeti. Questo veniva soprattutto eseguito su materiali lapidei che poi venivano murati sulle pareti degli edifici di potere quali chiese e castelli. La data da rappresentare veniva codificata utilizzando la combinazione delle posizioni di alcuni pianeti visibili ad occhio nudo (Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno) talvolta in combinazione con il crescente lunare.

La Lapide della Chiesa Abbaziale di San Pietro In Oratorium indica una data utilizzando le Configurazioni Planetarie Reciproche.

La lapide oggetto di questo studio sembra codificare, secondo lo schema classico medioevale, una data importante per l’Abbazia oppure per la chiesa. Lo scopo a questo punto è quello di identificare tale data esaminandole configurazioni riportate sulla lapide ed intersecandole con i risultati della simulazione del cielo per il periodo cronologico che sembrerebbe il più pertinente.

Qui ci viene in aiuto il secondo riquadro il quale contiene la chiara rappresentazione simbolica, ma abbastanza evidente, delle sette stelle principali dell’Orsa Maggiore.

L’Orsa Maggiore appare rappresentata frequentemente sulle vestigia lapidee longobarde, con le stelle rappresentate con motivi floreali, soprattutto nell’ultimo periodo della presenza longobarda in Italia. Un esempio per tutti è la lapide di Maviorano (lastra maggiore di Gussago) posta sul sarcofago di un arimanno Longobardo, che riporto qui di seguito.

Sulla base della presenza dell’Orsa Maggiore sulla lapide di San Pietro ad Oratorium, è possibile inquadrare nell’VIII secolo la sua costruzione, la quale poi verrà riutilizzata ed inserita nella facciata della chiesa dell’Abbazia. La rappresentazione dell’Orsa Maggiore è invertita, come spesso avveniva nell’alto Medioevo, come se le costellazioni fossero viste dall’esterno della Sfera Celeste.

Il primo, il terzo e il quarto riquadro, invece mostrano la combinazione di motivi floreali di ridotte dimensioni, rappresentanti le stelle, tra cui sono rappresentati elementi di maggiori dimensioni, ad otto punte, i quali secondo l’iconografia medioevale corrisponderebbero ai pianeti visibili ad occhio nudo. Il primo ed il terzo settore ne contengono uno, mentre invece il quarto settore ne contiene due.

L’interpretazione maggiormente probabile è che la lapide riproduca una congiunzione planetaria multipla avvenuta in una determinata data importante per l’Abbazia e molto ben visibile nel cielo di quel periodo. […]

Abbazia Di San Pietro Ad Oratorium - Costellazione di Maviorano

Costellazione di Maviorano

Abbazia Di San Pietro Ad Oratorium

Stabilito che la lapide potrebbe riferirsi cronologicamente al secolo finale del periodo longobardo in Italia sono state calcolate le effemeridi i tutti i pianeti visibili ad occhio nudo ad intervalli di 1 giorno per circa un secolo mezzo alla ricerca della configurazione planetaria che potrebbe aver ispirato la produzione della lapide con il fine ultimo di codificare una data importante.

Al fine di valutare le varie configurazioni planetarie, è stata costruita una funzione di merito S(t) che varia in funzione del tempo t assumendo un massimo al tempo to, cioè quando si verifica il miglior accordo tra la configurazione celeste complessiva (costellazioni + pianeti) e la rappresentazione leggibile sulla lapide, secondo i criteri adottati nel modello matematico-astronomico messo a punto ed utilizzato durante la presente analisi. […]

Abbazia Di San Pietro Ad Oratorium - Situazione celeste

Situazione celeste il 8 Settembre 768 A.D. alle 4:10 di mattina, quindi prima del sorgere del Sole. Questa configurazione sembrerebbe essere quella ottimale secondo il sistema computerizzato di apprendimento e di correlazione incrociata (CORRNET) il quale ha permesso di identificare il pianeta Giove rappresentato nel primo settore della lapide, l’Orsa Maggiore nel secondo settore, Saturno nel terzo settore e la congiunzione stretta tra Venere e Marte nel quarto. In quella notte i pianeti Giove e Saturno erano vicini nella costellazione del Cancro, mentre Venere e Marte erano in congiunzione nella costellazione del Leone vicini alla stella Regolo che risulterebbe rappresentata anche sulla lapide.

Abbazia Di San Pietro Ad Oratorium

Risultati Della Presente Analisi Archeoastronomica

Il sistema di apprendimento computerizzato ha permesso di identificare il pianeta Giove rappresentato nel primo settore della lapide, l’Orsa Maggiore nel secondo, Saturno nel terzo settore e la congiunzione stretta tra Venere e Marte nel quarto.

La data ottimale a cui la lapide sembra riferirsi è stata il 8 Settembre 768 A.D. alle ore 4:10 di mattina. In quella notte i pianeti Giove e Saturno erano vicini nella costellazione del Cancro, mentre Venere e Marte erano in congiunzione nella costellazione del Leone vicini alla stella Regolo (α Leonis) che risulterebbe rappresentata anche sulla lapide.

Situazione celeste il 8 Settembre 768 A.D. alle 4:10 di mattina, quindi prima del sorgere del Sole. Questa configurazione sembrerebbe essere quella ottimale secondo il sistema computerizzato di apprendimento e di correlazione incrociata (CORRNET) il quale ha permesso di identificare il pianeta Giove rappresentato nel primo settore della lapide, l’Orsa Maggiore nel secondo settore, Saturno nel terzo settore e la congiunzione stretta tra Venere e Marte nel quarto. In quella notte i pianeti Giove e Saturno erano vicini nella costellazione del Cancro, mentre Venere e Marte erano in congiunzione nella costellazione del Leone vicini alla stella Regolo che risulterebbe rappresentata anche sulla lapide.

Significato Della Soluzione Ottenuta

Analizziamo ora i significati del risultato ottenuto. In primo luogo la lapide sembrerebbe corrispondere alla prima fondazione dell’Abbazia, di cui ne codifica la data ion maniera criptata utilizzando le configurazioni planetarie. La prima fondazione dell’Abbazia di San Pietro In Oratorium a Capestrano è ascritta al Re longobardo Desiderio (Daufer in lingua germanica) che regnò dal Marzo 757 al Giugno 774.

La soluzione ottenuta dal calcolo astronomico converge all’alba del giorno 8 Settembre 768 A.D. con qualche giorno di errore in più e in meno. E’ quindi molto probabile che tale data possa riferirsi alla cerimonia fondazione dell’Abbazia, con presente il Re longobardo.
Ricordiamo che il 8 Settembre ricorre la festa della Natività di Maria Vergine. Tale festa fu istituita da papa Sergio I nell’anno 688 AD quindi era ufficialmente in vigore e celebrata da circa 80 anni.

Conclusione

In questo studio si è cercato di assegnare un significato e una collocazione cronologica alla lapide attualmente murata sulla facciata della chiesa dell’abbazia di San Pietro ad Oratorium a Capestrano (AQ).

La principale sorgente di informazione è rappresentata dai quattro settori scolpiti sulla lapide, tra dei quali rappresentano pianeti tra le stelle e uno rappresenta le stelle dell’Orsa Maggiore. La tipologia del manufatto lo colloca all’epoca della presenza longobarda in Italia Centrale. La fondazione dell’Abbazia di San Pietro in Oratorium è tradizionalmente ascritta al re longobardo Desiderio che regnò dal Marzo 757 al Giugno 774.

Durante il suo regno venne fondata l’Abbazia e, da quanto è risultato dal presente studio archeoastronomico, nell’anno 768 AD e precisamente il giorno 8 Settembre, potrebbe aver presieduto ai lavori di fondazione. Per decodificare la lapide ed estrarre l’informazione codificata in essa sono state usate le più moderne tecniche di analisi, basate sulle reti neuronali artificiali, giungendo a determinare la data indicata con un mergine di errore di 1 giorno in più o in meno (con affidabilità del 68%) oppure 2 giorni in più o in meno (con affidabilità del 95%) oppure ancora con 3 giorni in più o in meno con il 99.76% di affidabilità.

La lapide quindi risale alla prima struttura abbaziale, precedente alla rifondazione romanica e con gran de probabilità ne codifica la data di fondazione. La datazione del 722 ritenuta valida per la fondazione dell’Abbazia non sembra esatta essendo Re Desiderio nato nel 720 AD (e morto nel 786 AD).

La datazione del 768 AD, ottenuta dalla presente analisi archeoastronomica, sembra quindi maggiormente probabile, anche se forse potrebbe riferirsi alla prima fondazione della chiesa abbaziale e non della struttura monastica iniziale.

Abbazia Di San Pietro Ad Oratorium - Adriano Gaspani

Adriano Gaspani

S.E.A.C. – European Society for Cultural Astronomy
S.I.A. – Società Italiana di Archeoastronomia

Abbazia Di San Pietro Ad Oratorium