
Le Grotte dei Numeri
Un Enigma Ancora da Risolvere
Per tutti gli amici di Etruscan Corner e per gli appassionati di archeotrekking, abbiamo il piacere di annunciarvi che abbiamo ripreso le escursioni con Daya, erborista appassionata alla ricerca delle tracce della Civiltà Neolitica e della Dea Madre nella Tuscia misteriosa delle Grotte, delle Vie Cave e dei luoghi di culto preistorici.
Uno degli itinerari più interessanti proposti da I Sentieri della Dea è la passeggiata alla Grotta dei Numeri.



Continuano le passeggiate di Etruscan Corner e Sentieri della Dea. E continua l'esplorazione del nostro territorio etrusco che non manca mai di sorprenderci. Domenica 31 Gennaio 2021 la passeggiata avrà come meta la Grotta dei Numeri del Legaccione.
Nei dintorni del Lago di Bolsena il territorio è disseminato di grotte e cavità, di cui alcune artificiali. L'epoca del loro utilizzo è difficile da determinare ma vista l'area dove si trovano, oltre che da ricovero potevano avere, probabilmente, uno scopo sacro. Molti di questi ambienti non sono particolarmente noti e pochi di essi hanno suscitato l'interesse accademico.
Tra le macchie di Capodimonte si trova una delle Grotte dei Numeri (scopriremo in seguito che ce ne sono delle altre) detta del Lagaccione.
Si tratta di un piccolo antro dal soffitto annerito e dal pavimento invaso da pietrisco e sassi. La grotta, scavata nel tufo, presenta un particolare soffitto "displuviato" (a due spioventi).
Degna di nota è la presenza sulle pareti di incisioni che rappresentano numeri etruschi e altri graffiti dal significato apparentemente ignoto. Daya Rivelli, ricercatrice indipendente, ha una sua ipotesi che esporrà durante la passeggiata.

Simboli
Le Grotte dei Numeri
In un nostro precedente articolo abbiamo parlato dell'importanza dei Numeri nella cultura etrusca, al di là del mero significato aritmetico.
Il sistema di numerazione etrusco ha dei segni limitati che definiscono il numero a seconda delle loro combinazioni.
I simboli convenzionali più utilizzati per rappresentare i numeri sono: I, che rappresenta l’unità e può essere ripetuto fino a quattro volte; Λ, che rappresenta il 5 ed è generalmente capovolto rispetto all’analogo simbolo usato dai Romani; X, che vale 10;
che vale 50 e

che sta per 100.

Nel sistema di numerazione etrusco le unità fino al 6 si sommano alla decina precedente, mentre dal 7 in poi si sottraggono dalla decina successiva. Abbiamo così, ad esempio, sedici (sei-dieci) e diciassette (tre-a-venti).
Nella grotta si distinguono un 8 (IIIIIIII) e un 9 (IIIIIIIII) che non sono scritti nel modo descritto sopra. Questa diversità potrebbe indicare un “modo” più arcaico nel rappresentare graficamente i numeri.
C’è poi un 10 (X) seguito dal simbolo del numero 50 seguito da altri simboli non identificabili.
Troviamo poi un 5, un 10, un 2, un 100, un 9 e un altro 10.

Duca Honoré Luynes
Le Grotte dei Numeri
Numeri e Divinazione
Nel mondo etrusco i numeri facevano parte dei riti di divinazione. I famosi dadi d’avorio, rinvenuti nel 1848 dai fratelli Campanari a Vulci ne sono un esempio.
Nell’Ottocento i fratelli Campanari si occupavano di scavi archeologici tra Vulci, Tarquinia e Tuscania. I reperti che trovavano provvedevano poi a venderli a clienti illustri. Nel 1848 il duca Honoré Luynes acquista dai Campanari una coppia di dadi in avorio che, invece delle cifre da 1 a 6, presentano sulle sei facce altrettante parole – rispettivamente thu, zal, ci, sa, makh e huth. Nel 1862 li dona alla Biblioteca Nazionale di Francia, dove sono conservati tutt’ora.
Non sono semplicemente un gioco, ma con essi si interrogavano gli dei sul futuro. Esemplari di dadi sono stati ritrovati sia nelle tombe etrusche che scavi di templi e di edifici di culto.
Gli Etruschi interpretavano ogni evento come un segno divino o lo ritenevano una sorta di comunicazione con gli Dei. Non era pertanto insolito aggiungere al corredo etrusco del defunto una coppia di dadi.

I Dadi di Vulci
Le Grotte dei Numeri
Le Grotte dei Numeri si trovano nel territorio che gli Etruschi definivano Sacro e Inviolabile
Gli Etruschi furono unanimemente considerati i maggiori esperti nell’arte divinatoria; per loro tutto era sacro e tutto aveva un significato: qualsiasi evento accadesse, questo non avveniva a caso ma era un segnale del divino che in quanto tale andava onorato e capito; […] tutto serviva per decifrare il messaggio divino.
[…] Noi li conosciamo come Etruschi e la loro “nazione” come Etruria. Territorialmente hanno occupato zone come la Lombardia, il Veneto, la Liguria, la Pianura Padana, la Toscana, le Marche, la Campania. Ma se queste sono le regioni su cui gli Etruschi hanno esteso il loro dominio, una sola era la loro “Terra Sacra”, cioè quella parte dell’Italia centrale compresa tra i fiumi Arno e Tevere e la costa tirrenica.
Qualcuno si meraviglierà a sentir parlare di “terra sacra”, però era proprio questo il concetto che gli Etruschi avevano del loro territorio, e non solo perché era stato loro assegnato dalla divinità (seppur per un tempo limitato): infatti tutti gli Etruschi sapevano che la protezione degli dèi e la “magia” che i sacerdoti avevano da essi ricevuto, finiva oltre quei confini; al di là l’Etrusco era in balia di forze negative, non più sotto il mantello protettivo della magia dei propri sacerdoti. Questo territorio sacro aveva dei confini ben precisi .

Nazione Etrusca (Credits: Renzo Baldini)
Le Grotte dei Numeri

I Confini del Territorio Sacro (Credits: Renzo Baldini)
Le Grotte dei Numeri
Il cerchio esterno, che tocca le foci dei fiumi Arno e Tevere, racchiude la totalità della “Nazione Etrusca”, mentre il cerchio interno racchiude ciò che essi definivano la “Terra Sacra Inviolabile”, cioè quella zona dove la magia etrusca, e comunque le divinità etrusche, potevano svolgere il massimo della protezione nei confronti della gente rasnakh.
Lo spazio che si trova tra i due cerchi rappresentava il circuito dei pianeti, la strada occupata dagli dèi.
Interessante far presente come il cerchio interno tocchi città e paesi il cui nome richiama, più o meno esplicitamente ancora oggi, il nome Janus, indicandoci come quel cerchio rappresentasse proprio il confine della loro terra sacra: così, abbiamo detto di Giano dell’Umbria, ma abbiamo anche, da sud a nord in senso antiorario, Vejano (Vianum) tra il lago di Vico e il lago di Bracciano, Torgiano vicino a Perugia, Subbiano (“sub janum condita“, cioè sotto la tutela di Janus) poco a nord di Arezzo, e, poco distante da Volterra, la località di Iano, tutti luoghi situati sulla circonferenza del “cerchio sacro”.
Ma vi erano altri due luoghi che secondo alcuni studiosi potrebbero essere definiti come il Sancta Sanctorum degli Etruschi, e sono quelli racchiusi nei cerchi più piccoli; così ne abbiamo uno che ha come centro la città di Volsinii sul lago di Bolsena, sede del concilium etrusco, dove si trovavano i templi del dio Vultumna, massima divinità etrusca, e della dea Nurthia, signora del destino e della salute; ne abbiamo poi un altro che tocca le foci dei fiumi “sacri” Fiora e Marta, e dove, secondo la leggenda, approdò intorno al 2000 a.C. il condottiero Tyrsen, di origini lelegiche; lì Tyrsen fondò la città di Vulci (in etrusco Velx, oggi Montalto di Castro), che divenne la capitale del suo regno; all’interno di questo cerchio abbiamo alcune fra le maggiori città etrusche, come Vulci, Tuscania, Tarquinia, Norchia.
Paesaggio Sacro, Pellegrinaggio e Memoria
Nel Medioevo intraprendere un pellegrinaggio non significava intraprendere un semplice viaggio.
Monte Martello e la Madonna delle Stelle
Nel Medioevo Monte Martello era un importante crocevia tra le valli del Metauro, del Candigliano e del Cesano (Pergola, Fonte Avellana, Sassoferrato) e occupava una posizione strategica lungo le vie che collegavano l’Adriatico con l’Italia centrale. Era un luogo di passaggio importante per mercanti, pellegrini, soldati e viaggiatori.
Yazilikaya – Santuario e Calendario Lunisolare Ittita
Il Santuario Ittita di Yazılıkaya permette il passaggio da una regione cosmica all’altra: dal Cielo alla Terra e dalla Terra agli Inferi.



Buongiorno. Questo angolo etrusco è veramente bello. Io vivo a Fregene mi chiedevo se era possibile partecipare a questa avventura o se sono troppo distante per partecipare. In ogni modo Grazie per le splendide iniziative. Tiziano
Buongiorno Tiziano, per partecipare puoi contattare Daya 340 472 5236 che ti inserirà nel gruppo WA per aggiornarti e darti tutte le informazioni che desideri.
Buongiorno. In provincia di Pistoia c’e’ Iano…..paesino arroccato su una montagna vicino alla citta’. Le coordinate sono 43°59’17” N di latitudine e 10°56’47” E di longitudine. Non riesco a capire se potrebbe cascare sul cerchio esterno….a occhio parrebbe essere molto in prossimita’ anche se dall’articolo pare di rilevare che ci siano paesi dal nome iano solo sul cerchio interno. Potete verificare questa mia osservazione? Volevo poi fare una domanda da 100 milioni…..perche’ gli etruschi non hanno lasciato, a parte iscrizioni epigrafiche e i testi andati perduti, scritture di vita quotidiana ricorrenti? forse utilizzavano qualcosa di simile ai Quipu andini andati perduti o forse non volevano proprio per qualche impedimento di natura sacra e legata alla relligione? Ciao e Grazie x l’articolo …bellissimo !
Grazie Alessandro per il tuo contributo. Cercheremo di approfondire quanto da te segnalato. Come avrai notato la mappa non appartiene a noi e quindi non sappiamo esattamente come sia stata realizzata. Anche noi stiamo approntando una mappa con i luoghi e le coordinate ma sarà un lavoro un po’ lungo. Noi parliamo dei luoghi solo dopo averli visitati di persona. Ci vorrà un po’ di pazienza. Controlla tra gli articoli del sito e troverai le risposte alle tue domande.